In principio fu il bla bla bla.

Lettera aperta agli elettori di centro-destra

Lettera aperta agli elettori di centro-destra

Queste righe sono per te, elettore di centro-destra.

Per te che hai deciso che il 4 marzo (magari turandoti il naso) metterai una croce sul simbolo della coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni. Per te che in questi mesi ti sei aggregato, un po’ disorientato, ai cori fascisti, razzisti, nazionalisti, incivili e retrò. Per te che hai alle spalle una forte tradizione familiare cattolica, popolare e liberale.

Ecco, soprattutto liberale. I tuoi nonni erano orgogliosi di questa parola, la quale rappresentava un’ideologia in contrasto col comunismo (stalinista) e con ogni forma dittatoriale (quindi anche fascista), e quando veniva pronunciata, inevitabilmente, si associava ai grandi: Einaudi, De Gasperi, Croce, De Nicola, Gronchi.

E tu sai bene che Berlusconi, Meloni e Salvini, con quei personaggi lì non hanno neanche una leggera somiglianza; perché di liberale non hanno niente.

Il primo ha abusato della parola libertà, mutandone l’essenza e relegandola esclusivamente alla sua sfera privata e professionale.

La seconda, nemmeno a dirlo, ha sempre strizzato l’occhio ai neofascisti, gli stessi che i veri liberali avrebbero sempre rinnegato.

Il terzo propone soluzioni molto semplicistiche a problemi enormi, diffondendo qualunquismo, ignoranza, paura e odio; cavalca l’onda degli avvenimenti, esaltandone pure la portata, evitando di prendere decisioni responsabili, per non rischiare di perdere consensi.

Responsabilità che, invece, aveva la destra storica, nel periodo di post-unità, in cui si avvertiva chiaramente il bisogno di ristabilire degli equilibri: dall’obbligo scolastico (prima di allora monopolio della Chiesa), all’aumento delle imposte e alla leva obbligatoria; tutte decisioni scomode ma al tempo stesso necessarie (non entro nel merito delle leggi e delle riforme, ma rivolgo l’attenzione al modus operandi, alla competenza e alla serietà con cui venivano assunte le decisioni).

Più che loro discendenti, i leader della destra di oggi sembrano i successori dei crociati medievali. Difendono a spada tratta il Crocifisso nelle scuole e in ogni luogo pubblico e isituzionale, difendono la famiglia tradizionale, come se volessero imporre la religione (Cattolica) allo Stato, con lo stesso fanatismo di quegli islamici integralisti da cui prendono platealmente le distanze. Dimenticando, così, non solo che la Costituizione sancisce la laicità dello Stato, ma anche le note parole Ecclesia libera in libera patria, “Libera Chiesa in libero Stato“, che Cavour, citando Montalembert, ripeteva con fermezza in Parlamento, sia dopo l’unità, sia dopo la breccia di Porta Pia e la proclamazione di Roma Capitale, decretando così la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica, e invitando il Papa a dedicarsi al solo potere spirituale.

Per non parlare del livello dei dibattiti. Nel congresso della Società filosofica italiana del 1911, l’idealismo filosofico di Benedetto Croce si scontrò con i saperi scientifici, matematici e post positivisti dell’epoca. Dibattiti alti, profondi, complessi.

Oggi invece si assiste al successo della mediocrità, all’imporsi di argomenti carenti di razionalità, di logica, di approfondimento, di metodo e di approccio empirico. Basti osservare il modo in cui si affrontano questioni quali i vaccini, l’aborto, l’immigrazione, le unioni civili, il tema della “razza” (una parola ormai vuota, senza alcun valore scientifico). Un contesto politico in cui tutti esprimono opinioni e sputano sentenze atteggiandosi a esperti e professionisti di qualunque questione. E per tutti intendo: Razzi, Santanchè, Brambilla, Borghezio, Gasparri, Scilipoti (memorabili le sue parole “Stepciald association” invece di “Stepchild adoption”).

E molto probabilmente, se oggi Benedetto Croce potesse assistere a tutto ciò, si pentirebbe (in parte) di quel famoso scontro del 1911, da cui derivò l’impostazione di un sistema scolastico (“gentiliano”) in parte scollegato dalla ricerca scientifica e profondamente debole nell’insegnamento delle scienze (matematiche e fisiche).

Dunque, caro elettore di centro-destra, sono convinta che, pur temendo l’immigrazione incontrollata, tu non sia razzista; che, pur volendo preservare i tuoi valori cristiani della famiglia “tradizionale” (che nessuno ha intenzione di estirpare), tu non sia omofobo e contro il riconoscimento dei diritti altrui, perché sono sicura che tu sappia bene che l’unione di due persone che si amano, a prescindere dall’orientamento sessuale, deve poter godere dei diritti civili come tutti gli altri: anche questo vuol dire “liberale”. Diceva Einaudi: “L’impero della legge come condizione dell’anarchia degli spiriti” (cornice giuridica progettata per consentire agli individui di sviluppare, nel rispetto dell’eguale diritto altrui, convinzioni e stili di vita vari e tra loro contrastanti).

Sono convinta anche che, pur richiedendo maggior sicurezza per le strade, tu non abbia di certo l’intenzione di procurarti un’arma e usarla, mettendo in pericolo la vita di persone innocenti; che tu non voglia davvero chiudere confini e alzare muri, perché non puoi non ammettere che l’evoluzione, il progesso e la modernità sono anche il frutto delle migrazioni (sia dall‘Italia che per l’Italia) e degli scambi commerciali e culturali.

Mi auguro che il 4 marzo voterai con coscienza, e che ti ricorderai, con intelligenza e consapevolezza, di quanta responsabilità hai in mano. Perché il fascismo prima, il berlusconismo, il leghismo, e il neofascismo poi, hanno annichilito ogni valore della destra liberale; essi, infatti, sono antipolitica, violenza, soffocamento di ogni forma di libertà, sciacallaggio delle vulnerabilità, dell’ignoranza e del caos. Hanno generato uniformità, oscurantismo e restrizione.

Non ti dirò per chi votare e nemmeno per chi non votare, ovviamente; ti ricordo soltanto che Einaudi diceva che “il bello, il perfetto non è l’uniformità, non è l’unità, ma la varietà ed il contrasto” e sosteneva, di conseguenza, che la tendenza verso l’uniformità rappresentasse un fattore di decadenza, piuttosto che di progresso.

Caro elettore di centro-destra, buon voto.

Virginia Avveduto

leggi anche:

31 RAGIONI PER NON DIMENTICARE CHI È STATO DAVVERO SILVIO BERLUSCONI

SALVINI RACCONTA SALVINI: IL MATTEO-PENSIERO IN 25 PERLE

DIMMI COME VOTI E TI DIRÒ CHI SEI: I 7 ELETTORI TIPO

VI SPIEGO COS’È IL FASCISMO E PERCHÉ NON È UN’OPINIONE MERITEVOLE DI TUTELA E RISPETTO

Condividi

Comments

comments



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


error: Se vuoi condividere i contenuti usa i tasti di condivisione o scrivici a info@sequestoèunblog.it