Vi spiego cos’è il fascismo e perché non è un’opinione meritevole di tutela e rispetto

Vi spiego cos’è il fascismo e perché non è un’opinione meritevole di tutela e rispetto

Il termine fascismo deriva dai “fasci” (in latino fascis) di combattimento fondati nel 1919 da benito mussolini. Il riferimento era ai fasci usati dagli antichi littori come simbolo del potere. L’ascia presente nel fascio simboleggiava il supremo potere di vita o di morte, mentre le verghe erano simbolo della potestà sanzionatoria, e materialmente usate dai littori per infliggere la pena della fustigazione.

Già dall’etimolgia, si possono dedurre facilmente alcune di quelle che sono le peculiarità dell’ideologia che sta alla base del fascismo: il culto di Roma, il culto della giovinezza, il culto della nazione, il culto della violenza e il “principio del capo”, che prevede una concezione gerarchica e piramidale del mondo (che esalta l’obbedienza, anche cieca, irrazionale e totale).

Il fascismo, sul piano ideologico, è anticapitalista, populista, fautore della proprietà privata e della divisione della società in classi, è antiborghese, antidemocratico e ostile alle istituzioni liberali e parlamentari.

Sul piano politico, fu un regime di carattere totalitario che fondava il proprio potere sull’uso della violenza e della repressione – anche tramite un costante richiamo all’odio, al disprezzo e alla denigrazione – verso i partiti e i movimenti antifascisti o antinazionali (comunisti, neutralisti, bolscevichi, pacifisti, democratici).

Durante il ventennio, il partito nazionale fascista divenne l’unico partito ammesso; il capo del governo doveva rispondere del proprio operato solo al re e non più al Parlamento; tutte le associazioni di cittadini dovevano essere sottoposte al controllo della polizia; gli unici sindacati riconosciuti erano quelli fascisti: erano proibiti scioperi e serrate; le autorità di nomina governativa sostituivano le amministrazioni comunali e provinciali elettive, che venivano quindi abolite; fu instaurato il confino per gli antifascisti e reintrodotta la pena di morte per punire coloro che avessero attentato alla vita o alla libertà della famiglia reale o del capo del governo e per vari reati contro lo Stato.

Sotto il regime mussoliniano, tutta la stampa era sottoposta al controllo del governo e veniva censurata qualora riportasse contenuti anti-nazionalistici e/o di critica verso il governo; fu instaurato infatti un controllo sistematico della comunicazione e, in particolare, della libertà di espressione, di pensiero, di parola, di stampa; venivano inoltre represse la libertà di associazione, di assemblea e di religione.

Il regime mostrò grande interesse anche per le tecniche di formazio­ne e manipolazione del consenso: oltre la stampa, scuola, università, cinema, organizzazioni sportive e dopolavo­ristiche vennero integralmente “fa­scistizzate” (decisiva fu, in questo senso, la politica religiosa, culmina­ta con la stipula dei patti lateranen­si tra del 1929).

Nel 1938 il fascismo aderì alla legislazio­ne razziale antiebraica tedesca (che perseguitò anche omosessuali e zingari). Le leggi raz­ziali non furono solo il segno della subalternità italiana nei confronti del nazismo, ma anche l’apice dell’espressione della cultura antidemocratica e an­tiegualitaria di tutta l’ideologia fascista.

Poi seguirono la guerra e le persecuzioni: milioni di morti sotto i bombardamenti e dentro i campi di concentramento. La devastazione. L’orrore. L’annichilimento della natura umana.

 

La nostra Costituzione, scritta e votata all’indomani della fine della guerra e della caduta del fascismo, è il frutto di un importante compromesso, politico e culturale. Un “compromesso” che nasceva dall’esigenza di scongiurare il ripetersi degli errori (e degli orrori) appena commessi, e di inaugurare l’ingresso dell’Italia in una nuova era, fatta di Libertà, Eguaglianza, Giustizia e Democrazia.

L’art. 21 infatti, in vista di questo grande progetto, sancisce a chiare lettere la libertà di pensiero, di espressione e di stampa; libertà che frequentemente e a sproposito vengono invocate a tutela del diritto di rivendicare la propria fede e appartenenza all’ideologia fascista, o comunque, a una cultura che ne ricalca peculiarità e caratteristiche.

Ebbene, credo che il fascismo, come forma di governo, e soprattuto come ideologia, non rappresenti un’idea meritevole di rispetto.

“Essere fascisti” non è un’opinione, bensì una deviazione, culturale e politica, che racchiude in sé aspetti pericolosissimi: sia nelle intenzioni (teoriche), sia nelle possibili conseguenze (concrete). Come la storia insegna, a chi l’ha studiata.

Non è un caso, dunque, che i Padri Costituenti abbiano inserito, tra le disposizioni transitorie e finali della nostra Legge Fondamentale, il divieto di riorganizzare, sotto qualsiasi forma, il disciolto partito fascista, proibendone l’apologia e il proselitismo. Impedendo così la nuova diffusione di un’ideologia che, come un virus, porta con sé un immenso carico di odio, violenza, razzismo, disuguaglianza e morte.

 

Cicciogia (@cicciogia su Twitter)

 

Ps: maiuscole e minuscole non sono messe a caso.

 

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5 thoughts on “Vi spiego cos’è il fascismo e perché non è un’opinione meritevole di tutela e rispetto”

  • Si potrebbe essere più precisi dal punto di vista storico, ma questo è un blog, non un trattato di storia o politica e non c’è spazio per la completezza esaustiva! Lodevole l’onestà, la serenità e la pacatezza con cui presenti l’argomento!

  • Il Fascismo e’morto con mussolini. Chi rievoca fantasmi del passato sono coloro che non hanno argomenti e capacita per affrontare il presente. Oggi e di quello dobbiamo preoccuparci esiste il fascismo di maastrich ben piu’ pericoloso e strisciante sorretto dai lacche’ che si definiscono democratici . Un insulto alla democrazia !!!!

  • quale è la differenza tra il fascismo e la politica italiana di oggi non puoi criticare un politico che subito ti denunciano abbiamo un governo che non tiene conto della sovranita del popolo in piu abusivo abbiamo avuto un presidente della repubblica per 2 legislature nonostante non fosse legale hanno abolito leggi per le quali i nostri nonni hanno fatto battaglie vedi lart.18 hanno dato piu voce in capitolo agli immigrati dato che basta solo che lo guardi di traverso ti dicono che sei razzista be scusate ma io non è che vedo tanta differenza tra prima e dopo tranne che ora siamo piu disperati e piu incazzati chissa quanto andra ancora avanti secondo voi questa è democrazia io di democratico vedo molto poco !!!

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