In principio fu il bla bla bla.

31 ragioni per non dimenticare chi è stato davvero Silvio Berlusconi

31 ragioni per non dimenticare chi è stato davvero Silvio Berlusconi

L’imprenditore Silvio Berlusconi scende in politica per la prima volta nel 1994, perché “l’Italia è il Paese che ama”. E la “ama” così tanto che ancora oggi, nel 2018, alla veneranda età di 81 anni, è ancora in campo.

In vista delle imminenti elezioni politiche, nonostante le condanne e la conseguente incandidabilità, come Lazzaro, si è rialzato e ha ripreso a camminare in prima linea; si è alleato con Salvini e la Meloni per dare manforte alla nuova ascesa della destra italiana: sempre più razzista, sempre più populista, sempre più fascista.

Tra patetiche interviste, imbarazzanti ospitate Tv, dichiarazioni assurde e promesse inverosimili, sembra di vivere imprigionati in una palla di vetro, dentro un terribile déjà vu, circondati da un esercito di elettori affetti, secondo quel che presagiscono i sondaggi, da una gravissima forma di amnesia, o di demenza senile (che si spiegherebbe solo se fosse contagiosa).

Ma davvero abbiamo dimenticato chi è Silvio Berlusconi e che cosa è successo negli ultimi 25 anni? Davvero gli stiamo concedendo di ripresentarsi al nostro cospetto come una vergine dal bianco sorriso e dallo sguardo sornione?

Per fortuna io ricordo ancora tutto (o quasi) e ho deciso di realizzare questo sintetico elenco dei 31 più gravi motivi per cui, per me (e auspico anche per voi), Berlusconi dovrebbe essere (politicamente) morto e sepolto da tempo.

 

1) La riforma Moratti, la riforma Gelmini e i tagli indiscriminati alla scuola pubblica e i favori a quella privata.

2) Le New Town, la corruzione, le bugie e le promesse non mantenute ai terremotati abruzzesi.

3) Il governo punta sulla tecnologia nucleare di terza generazione che è obsoleta, pericolosa e antieconomica.

4) Il ministro della Cultura Bondi finanzia, con soldi pubblici, la Fondazione Craxi, cioè la fondazione in memoria di un politico corrotto, condannato a 10 anni di reclusione emorto latitante.

5) I tagli alla ricerca scientifica.

6) Lo sdoganamento della cosiddetta “Tv spazzatura”.

7) Le innumerevoli leggi ad personam: il decreto Biondi detto “salvaladri”, la legge Tremonti grazie alla quale Mediaset risparmia 243 miliardi di lire; la legge Maccanico grazie alla quale viene “salvata” Rete4; la legge sulla depenalizzazione del Falso in bilancio, per il quale il cavaliere aveva 5 processi in corso; il rifiuto di ratificare il Mandato di cattura europeo grazie al quale avrebbe evitato l’arresto in Spagna (per l’inchiesta Telecinco); il Condono fiscale (tombale) grazie al quale Mediaset ha sanato 197 milioni di euro evasi; la legge Pecorella (non è quello che pensate!) per evitare l’appello in uno dei suoi tanti processi (poi dichiarata incostituzionale). E ancora: la legge Gasparri (basta il nome) e le leggi salva decoder, tassa diritti tv, salva Milan, ad Mediolanum, ad Mondadori, Scudo Fiscale, Lodo Alfano, legittimo impedimento e tante tante tante altre. Senza dimenticare la legge elettorale firmata da Calderoli (sì, ho detto Calderoli!) nota come “Porcellum”.

8) Il Bunga Bunga.

9) “I ristoranti sono pieni”, frase con cui, in un solo istante, sminuisce (con gravissime conseguenze) la peggiore crisi economica della storia.

10) Tutte le gaffe internazionali e le barzellette imbarazzanti (avete presente “la mela che sa di culo”?).

11) Minetti, Scilipoti, Razzi, Santanché (solo per citarne alcuni).

12) Il cosiddetto “Editto bulgaro”, per epurare dalla Tv pubblica Biagi, Santoro e Luttazzi.

13) Il conflitto d’interessi.

14) L’aver convinto il Parlamento a votare che Ruby è la nipote di Mubarak.

15) La guerra alla magistratura (ricordate le “toghe rosse?”)

16) L’aver monopolizzato per anni l’informazione italiana.

17) La legge Fini-Giovanardi (sì, Fini e Giovanardi, avete sentito bene), secondo cui la marijuana e l’eroina sono uguali.

18) I capelli, la bandana e gli occhiali da sole per l’uveite.

19) La misteriosa provenienza dei soldi con cui ha iniziato la sua attività imprenditoriale.

20) I conclamati rapporti con la mafia: su tutti Dell’Utri e lo stalliere Mangano.

21) La legge Bossi-Fini sull’immigrazione.

22) L’aver ridicolizzato la credibilità dell’Italia all’estero.

23) La dichiarazione: “Obama è giovane, bello e anche abbronzato”.

24) La dichiarazione: “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, mandava la gente in vacanza al confino”.

25) Emilio Fede e Dudù.

26) Le condanne e le prescizioni.

27) L’amicizia con Putin e Gheddafi.

28) L’essersi candidato al Nobel per la pace.

29) Mariano Apicella e l’inno “Meno male che Silvio c’è”.

30) Tutto il berlusconismo in generale.

31) Tutto l’antiberlusconismo in generale.

 

La lista potrebbe continuare ma preferisco fermarmi qua: credo possa bastare.

 

Francesco Giamblanco

 

leggi pure: SALVINI RACCONTA SALVINI: IL MATTEO-PENSIERO IN 25 PERLE

e:  Vi spiego cos’è il fascismo e perché non è un’opinione meritevole di tutela e rispetto

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