In principio fu il bla bla bla.

Dimmi come voti e ti dirò chi sei: i 7 elettori tipo

Dimmi come voti e ti dirò chi sei: i 7 elettori tipo

Il 4 marzo, 51 milioni di elettori italiani sono chiamati a esprimere il più importante dei loro “doveri civici”, il diritto di voto, che la Costituzione ha sancito come personale, eguale, libero e segreto.

Sono tanti i candidati a occupare gli scranni della Camera e del Senato, distribuiti tra partiti, alleanze e coalizioni, capeggiate a loro volta da leader che promettono di impegnarsi a guidare il Governo del Paese.

Come accennato nel titolo, proverò, sulla base delle intenzioni di voto, a stilare i profili degli elettori tipo, con caratteristiche comuni; un po’ come fa l’Oroscopo coi segni zodiacali o il Test di Rorschach con le personalità.

Il tutto sarà condito con un leggero tocco di ironia, un pizzico di sarcasmo e una massiccia dose di luoghi comuni. Siete avvertiti!

1) Lo smemorato

È l’elettore tipo di Berlusconi: che non distingue una chirurgia plastica da un esame di coscienza; che sotto la doccia canta a squarciagola “meno male che Silvio c’è”; che mette il cappottino Burberry al chihuahua toy: che “quando Boldi e De Sica facevano i film insieme si rideva di gusto”; che a 18 anni studia Giurisprudenza per diventare il nuovo avv. Taormina; che a 40 anni rimpiange di non aver fatto il provino del GF (Grande Fratello); che a 50 anni spera di non incontrare mai nessuno della GdF (Guardia di Finanza); che a 80 anni giù col botulino che Sandra Milo levate; che “i soldi fanno la felicità” (soprattutto se ci paghi le minorenni); che guarda il programma della D’Urso e s’illumina d’immondo; che non si è mai chiesto perché Mangano, Dell’Utri, Razzi, Scilipoti, le leggi ad personam, le condanne, le prescrizioni, le barzellette e l’imbarazzo internazionale; che crede a tutte le promesse, agli “abolirò”, ai “restituirò”, ai “meno tasse” e ai “chiù pilu ppi tutti”; che, soprattutto, è così “smemorato” che ha dimenticato il ventennio appena trascorso, ha dimenticato che tutto questo è già successo e ha dimenticato i suoi effetti disastrosi.

2) Il “nato con la camicia”

È l’elettore tipo di Renzi: che indossa la camicia bianca-candida-stirata-inamidata dalla prima colazione alla buonanotte (ha l’armadio pieno di sole camicie bianche che “Zuckerberg levate, tu e le tue t-shirt grigie lerce”); che sorride sempre, inspiegabilmente, anche quando gli muore il gatto; che fa promesse che sa già che non potrà mantenere ma le fa lo stesso e mentre le fa ci crede pure lui; che “Fazio è il più grande giornalista d’inchiesta che c’è”; che predica a sinistra e razzola a destra; che “l’Italia è una Repubblica fondata su Pierferdinando Casini“; che se gli chiedi com’è il tempo mentre fuori piove lui ti risponde “stai sereno, è bello” (e poi ti chiama Enrico e tu non sai perché); che non si capacita di come Fabio Volo non abbia ancora vinto il Nobel; che combatte le velleità intellettuali con pragmatico cinismo; che sotto la doccia canta Jovanotti imitandone alla perfezione pure la zeppola; che aggettiva con “buona” o “bella” anche le cose che fanno cagare, così se le fa piacere un po’ di più; che considera la coerenza una debolezza e la verità un pericolo.

3) Il “passami la clava”

È l’elettore tipo di Salvini: che ai falò canta il Pescatore di De Andrè ma del testo ha capito solo i “la la la la la la la la la”; che ha buttato via la vecchia collezione di camicie verdi; che “i napoletani ormai si lavano”; che “LVI ha fatto anche cose buone” (ma non sa cosa di preciso, perché non legge i libri di storia); che a Dario Fo preferisce i Fichi d’India; che è sempre tutta colpa dei migranti (il debito pubblico, la mafia, l’evasione, la corruzione, i virus nei Pc, il formaggio sulle vongole); che “Darwin chi?”; che per comunicare con lui non devi puntare alla testa ma dritto alla pancia (anzi, all’intestino crasso); che “la donna non si tocca neanche con un fiore” a meno che non si chiami Cecile Kyenge o Laura Boldrini (in tal caso “passami la clava”); che tra tutte le parole desuete e in disuso (donzella, smargiasso, bislacca, orpello, ananasso…) ha riesumato la parola “razza”; che con una forbice dalle punte arrotondate, un po’ di colla vinilica, del cartoncino colorato, una ruspa e un barcone affondato si risolve ogni cosa.

4) Il patriota

È l’elettore tipo della Meloni: che “quando c’era LVI i treni arrivavano in orario” (ad Auschwitz); che Gianfranco Fini “è un grande politico”; che “l’Italia è una Repubblica fondata sulla famiglia tradizionale”, quella composta da marito e moglie (non sposati), dai figli (nati fuori dal matrimonio), dall’amante morta ammazzata (perché voleva raccontare tutto), dai nonni (che quando c’era lui dormivano con le porte aperte), dalla sorella e dal cognato (di Fini, quello con la casa Montecarlo), questa  famiglia tradizionale e non quella strana, composta da due “uominisessuati” che si amano; che è così “patriota” che dorme sulle lenzuola tricolore (verde come la lega, bianco come la razza, rosso come le “zecche” da schiacciare); che sotto la doccia canta “Fascetta nera” (non sa che si dice “faccetta”, e anche se lo sapesse preferirebbe la sua versione); che nei programmi scolastici sostituirebbe il Mein Kampf a I Promessi Sposi; che grazie a un po’ (chiamalo un po’) di Photoshop è convinto di votare per Charlize Theron.

5) Il “se potrei, lo facessi”

È l’elettore tipo di Di Maio: che vota Cinque Stelle perché è un deluso di sinistra, perché è un deluso di destra o perché è un deluso di centro; che “non sono grillino ma”; che passa le giornate a cercare messaggi subliminali in tutto (osservando le scie chimiche, screenshottando i fotogrammi dei film Disney, ascoltando al contrario i dialoghi dei video di YouPorn); che “è così perché l’ho letto in rete”; che sotto la doccia canta “Finchè la barca va, i bambini fanno Ohhh”; che compra Km0, mangia vegano, si cura con l’aloe e le bacche di Goji; che legge Il Fatto Quotidiano ma anche Il Fatto Quotidaino; che “i vaccini sono i figli di Satana”; che ha appreso i congiuntivi all’università della vita; che spiega ogni complotto al grido di SVEGLIAHH!!1!; che si crede migliore di te perché lui ha l’HONESTAH!1!1; che se lo contraddici sei automaticamente un PIDDINOHOH!11!; che ha un senso dell’ironia tale che a ogni tua battuta risponde con un fragoroso VAFFANCULOOH!1!

6) Il rottamato/ la rottamata

È l’elettore/trice (o l’elettora?) tipo/a di Grasso e Boldrini: che è nostalgico/a di Pertini e Berlinguer; che al concerto di Lady Gaga preferisce un comizio di Landini; che “Renzi ha rottamato noi e noi rottamiamo lui”; che crede nella Sinistra unita ma sceglie sempre la minoranza scissionista; che sotto la doccia canta a squarciagola “Bella Ciao”; che “l’Italia è una Repubblica fondata su Massimo D’Alema”; che prende il BUONISTA! come un complimento; che non sa ancora se puntare sulla simpatia di Laura, sull’energia di Pietro o sul carisma di Pippo; che spera ancora che Guccini torni a cantare; che a Fabio Volo preferisce Gramsci; che ha preso la laurea in Filosofia convinto/a di poter cambiare il mondo; che mangia pane e “liberté, égalité, e fraternité”; che sentir sbagliare un congiuntivo gli/le provoca lancinanti dolori fisici; che “la donna non si tocca neanche con un fiore”, senza eccezioni; che “quando c’era LVI” non dovrà ripetersi mai più.

7) L’astenuto

È il non-elettore tipo: che non si reca alle urne perché “tanto non cambierà mai nulla”; che sotto la doccia canta a squarciagola “ma che ce frega ma che ce ‘mporta, se l’oste ar vino ci ha messo l’acqua”; che ascolta De Andrè perché era un anarchico; che ascolta Gianni Celeste perché non gli interessano né la forma né il contenuto; che legge Chomsky ed è troppo disilluso;  che non sa leggere e crede a tutti e a nessuno; che preferisce delegare perché non sa scegliere; che ha scelto di non scegliere perché è una sua libera scelta; che non sa che è in corso una campagna elettorale; che è fuorisede (due milioni di persone tra studenti, lavoratori e malati) e la Legge non gli consente di votare dal proprio domicilio, mentre dall’estero (Erasmus compresi) tutti possono farlo; che non si sente italiano; che è troppo hippie per credere nel voto; che preferisce farsi un weekend fuori porta; che non alza il culo dal divano perché ha Netflix; che tanto Dante è morto, il Girone degli ignavi è ormai al completo.

 

Francesco Giamblanco

 

Leggi anche 31 ragioni per non dimenticare chi è stato davvero Silvio Berlusconi

Salvini racconta Salvini: il Matteo-pensiero in 25 “perle”

 

Condividi

Comments

comments



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


error: Se vuoi condividere i contenuti usa i tasti di condivisione o scrivici a info@sequestoèunblog.it

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi