Cosa (o chi) odiamo e non sopportiamo? E perché? Persone, cose, storie, scelte, frasi, libri, modi di dire, città, artisti, proverbi, film… etc. etc.

Lo abbiamo chiesto sui social (tra gruppi, pagine e profili), coinvolgendo il “popolo del web” (definizione che io proprio non sopporto!) e ottennendo moltissime risposte.

Ne è venuto fuori un quadro curioso e variegato, uno spaccato di questo tempo, un insieme di emozioni e idee che ci fa riflettere, sorridere e arrabbiare. Che ne dite?

 

Non sopporto:

 

I politici. Quelle che “di lavoro faccio innanzitutto la mamma”. I logorroici. Le frasi fatte tipo: “panorama mozzafiato” e “chi la fa l’aspetti”. Facebook. I poeti e le poesie del ca**o. Gli ecomostri e i lungomari pieni di cemento. Chi alza le mani, chi alza la voce, chi alza bandiere, in nome di una propria convinzione. Le zanzare. Sepulveda. Tamaro. Cohelo. Quelli che dicono “lochescion” (ma parla come mangi!). La musica di questo periodo (mi sta uccidendo!). I grillini. Il caldo. I colleghi senza scrupoli. Salvini.

 

 

Gli ipocriti, i menefreghisti e quelli che giudicano gli errori altrui. Il gesto delle mani per dire: tra virgolette. Lo Stato. I romanisti. Il me stesso di ieri (zavorra che si crede bagaglio indispensabile). I preti. Lo yogurt. Quelli che mangiano il Lerdammer. Lo spot in tv che diceva: “I tuoi capelli sono FRAGILIZZATI?” (mi è passato l’appetito). I film autocelebrativi del mondo del cinema. I “finti tonti”. I programmi che interrompono la pubblicità. I lamentosi cronici. Le campagne elettorali. Enrico Mentana. La guerra. La superficialità. L’espressione “sono una cattiva persona però rido”. Chi si fa i cazzi miei.

 

 

Despacito. Fedez e J- Ax. Grandi Fratelli e Isole. Affari tuoi. Jerry Scotti. Android e Google. I cani “scacazzanti”. La pubblicità dei pannolini e della pomata per le emorroidi mentre mangio. I troll. “MA ANCHE NO” (insopportabile). Gli intolleranti, i collerici, i disumani. I fagiani che mi tengono stretta (???). L’italianità. Chi parcheggia con due ruote sul marciapiede. Foto e video di gatti. Gli ottusi. I vicini di casa. Chi si ritiene depositario della verità assoluta. Il dover sopportare le persone che non sopporto. Il termine BUONISTA (usato ad cazzum). Troppi per fare un elenco.

 

 

Gli uomini che devono essere maschi a tutti i costi (che ti danno del “frocio” se ti emozioni davanti a un tramonto). Gli incendiari. I talk show che spettacolarizzano il dolore della gente. Di Maio. I tuttologi. Chi ostenta lusso, successo, figli modello. I monotematici. I modi di parlare tipo “settimana scorsa” (l’articolo vi prego!). La maleducazione e l’ignoranza. Quelli col colletto della polo alzata. Chi non mangia il sushi. Il mio capo. Quelli che ti chiedono “Cosa ne pensi dei vaccini?”. Quelli che non offrono la sedia a una persona anziana. “Ragazza solare” (mi fa venire i brividi). La mia voce. Il gregge e il branco. Mia madre.

 

 

Quelli che anziché “sì” o “no”, rispondono “Assolutamente”. Le bufale. La domanda: “Quando ti metti a dieta?”. ll nuovo Medio Evo. Quelli che sbadigliano senza mettersi la mano davanti alla bocca (che puoi contargli le carie e controllargli le tonsille). La definizione casette riferita alle baracche dei terremotati. La mancanza di una direzione precisa, almeno prima c’era una visione del futuro, oggi si tende a campà. Matteo Renzi.

 

 

Non sopporto più me stessa. Molti non sopportano me (eppure son tanto buona). Te, cioè quelli che fanno le domande per ottenere informazioni utili per scrivere un nuovo articolo sul proprio blog.

 

(Francesco Giamblanco)

 

 

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