In principio fu il bla bla bla.

Quanto costa quell’uomo? 700 Euro. Va bene, lo compro

Quanto costa quell’uomo? 700 Euro. Va bene, lo compro

 

Io non ho soluzioni al problema, non ho proposte concrete: non è quello il mo ruolo.

Ma non posso esimermi dal dire la mia, dal denunciare, dal fare domande, dall’indignarmi di fronte all’orrore; perché ho letto e osservato, mi sono informato e ho riflettuto a lungo: perché ho una coscienza con cui fare i conti.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha di recente messo sotto accusa l’UE e l’Italia, per aver frenato gli arrivi di immigrati in Europa finanziando le autorità della Libia al fine di bloccare uomini, donne e bambini sul suo territorio (politica pienamente sposata dal nostro ministro Minniti).

Quello che riferiscono gli osservatori Onu dopo aver visitato a Tripoli i centri di detenzione per migranti gestiti dal Dipartimento per la lotta all’immigrazione -illegale- del ministero dell’Interno libico, ha del raccapricciante: “prigionie arbitrarie e senza limiti di tempo, torture, stupri, lavori forzati, ricatti e violenze di ogni genere”.

“Violazioni dei diritti umani, orrori e sofferenze inimmaginabili: la condizione dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, ha protestato l’Alto commissario Onu Zeid Raad Al Hussein, in un comunicato, dove ha definito “disumana” la suddetta politica, celebrata perché meritevole di aver drasticamente fatto diminuire il numero degli sbarchi.

Ma a quale prezzo?

Di recente è stato addirittura diffuso dalla Cnn un video-choc che mostra decine di migranti venduti all’asta come schiavi, uomini forti e in salute acquistati al prezzo di 700 Euro ciascuno.

Qual è dunque il limite estremo? Quand’è che il mezzo giustificato dal fine sarà considerato inaccettabile?

Minniti si difende dalle accuse e spiega che anche se “La questione dei diritti umani è irrinunciabile”, non possiamo “rassegnarci all’impossibilità di governare i flussi”; rivendicando così lo status quo e confermando che le torture e le sofferenze inflitte ai migranti sono funzionali a “una causa che vedrà i propri frutti solo tra alcuni anni”.

E nel frattempo?

È evidente che nel frattempo abbiamo definitivamente rimosso intere pagine di libri di storia che da ragazzi ci raccontavano di “tratte dei negri” per mano dei conquistadores d’occidente e delle più recenti battaglie contro l’apartheid e gli autobus per soli bianchi; abbiamo sicuramente dimenticato Auschwitz e le lacrime di commozione di fronte a Shindler’s List e La Vita è Bella; abbiamo cancellato ogni Imagine e I have a dream, strappato ogni foto dei nostri nonni e bisnonni salpati per cercare fortuna altrove, verso il “nuovo mondo”.

Perché siamo sprofondati nuovamente nel vecchio: un mondo senza pietas e accoglienza “cristiana”, un mondo senza teorie darwiniane e conquiste giuridiche di stampo illuminista.

Nel medioevo dei diritti e delle coscienze, nella cieca indifferenza, nel silenzio più ipocrita, nell’egoismo più bieco.

Tutte cose che non dovrebbero farci dormire la notte.

 

Francesco Giamblanco

(fonti: Corriere della sera, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore)

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