In principio fu il bla bla bla.

Panico e cinismo: “mostri” al tempo del Coronavirus

Panico e cinismo: “mostri” al tempo del Coronavirus

 

Tra il panico di chi svuota i supermercati e il cinismo di chi afferma “Per fortuna la letalità riguarda solo gli anziani e i malati”: il Coronavirus genera mostri.

 

In risposta al diffondersi del Coronavirus, due atteggiamenti contrapposti dilagano tanto quanto l’epidemia: il panico da un lato e il cinismo dall’altro. Sul panico si è detto tanto, forse anche troppo, ed è per questo che vorrei focalizzarmi sul secondo aspetto.

L’indifferenza dinanzi ai problemi altrui, la superficialità di fronte al rischio, la strafottenza e la noncuranza nei confronti della collettività, fanno tutti parte dello stesso nucleo, il male del nostro secolo: il cinismo.

In questi giorni di preoccupazione, ho sentito di tutto e l’affermazione più diffusa, e a mio parere più inquietante, è stata “Che esagerazione, alla fine la mortalità è bassa e riguarda più gli anziani, i cardiopatici, i diabetici, gli oncologici, gli immunodepressi e così via…” con tanto di spallucce e un sottofondo del tipo “Chi se ne frega, tanto io ho 30 anni e sono in salute”.

Le persone più fragili sono quelle più esposte ad epidemie di questo tipo, proprio per questo la società dovrebbe proteggerle e salvaguardarle.        Invece oggi proprio quelle persone sono diventate numeri e statistiche utilizzate per rassicurare una massa di egoisti e superficiali. E se per loro sono soltanto numeri e realtà lontane dalla propria, dunque insufficienti per sviluppare un briciolo di empatia, per molti, invece, sono nonni, madri, padri, zii, amici, sono pilastri di molti nuclei familiari sparsi in tutta la penisola.

Secondo l’Oms e l’Istituto Superiore della Sanità, la preoccupazione per tale virus è data dal fatto che, essendo un virus nuovo, si sa ancora poco, dunque diffidate da chi spaccia verità e tesi finali, è ancora troppo presto per le sentenze, se si tratta di malattie infettive poi, le sentenze sono davvero inappropriate essendo un ambito in continua evoluzione.

Inoltre, il COVID-19 è molto contagioso, dunque un’eccessiva diffusione potrebbe portare al collasso del sistema sanitario nazionale. E un Paese la cui Sanità negli ultimi anni ha subito tagli di posti letto e di personale, tanto per citarne alcuni, un collasso di sistema non se lo può proprio permettere.          Per tali motivi è necessario arginare e contenere il più possibile la diffusione di tale epidemia, in attesa di nuovi cure e del vaccino.

In questi giorni di caos (non voglio parlare di psicosi in quanto ormai è un termine abusato anche erroneamente, e secondo me più si parla di psicosi più si crea la stessa), tra le fasce di persone da proteggere, oltre a quelle citate in precedenza, ci sono coloro che convivono con disturbi psicologici di notevole importanza quali ad esempio il Disturbo Ossessivo Compulsivo, il Disturbo Paranoide di Personalità, il Disturbo d’ansia generalizzato, il Disturbo d’ansia di malattia (Ipocondria), disturbi che si acuiscono proprio in queste situazioni. Ed è per questo che gli Psicologi dovrebbero agire in prima linea al fianco dei medici, ora più che mai.

Riguardo alla paura, anch’essa va protetta, in quanto si tratta di un’emozione primaria fondamentale per salvaguardare la specie umana. Il panico no, quello è un’altra cosa. E stigmatizzare la paura è l’atto più cinico che possa esserci (e qui mi ricollego all’inizio). Piuttosto tenetevele strette le vostre sane paure.

Mi preoccupa invece chi non ha senso civico, chi mette il proprio Io davanti a tutto il resto, chi non ha una visione macro delle cose e del mondo, chi guarda il mondo solo dal buchino della serratura di casa propria e, infine, mi preoccupa chi pone l’individualità al di sopra di tutto e della collettività.

Tuttavia, mi piace pensare che tale cinismo dilagante sia semplicemente l’espressione di un meccanismo di difesa primario, il diniego, ovvero il rinnegare la realtà con un “Non è niente!” solo perché troppo spiacevole da sopportare. E questo mi fa ancora sperare.

Nonostante tutto, l’essere umano si salverà.

di Virginia Avveduto  

 

Qui trovate la mia intervista a Rolling Pandas  in cui ho parlato di viaggi  e molto altro  

 

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