In principio fu il bla bla bla.

Legittima difesa? A piccoli passi verso il Far West

Legittima difesa? A piccoli passi verso il Far West

 

La Camera ha approvato, con 225 sì, la nuova legge sulla legittima difesa, dando praticamente a tutti piena licenza di sparare ai ladri di notte.
Già, perché la nuova norma prevede essenzialmente che, per la vittima di un furto o di un’aggressione, la reazione (armata) sarà considerata legittima quando si verificherà “di notte”, con “violenza sulle persone o sulle cose” e nel caso di “situazioni di pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica o per la libertà personale o sessuale”.
In sostanza, l’Ordinamento penale italiano è retrocesso d’un sol colpo allo stato di far west: basterà infatti il buio e un rumore inconsueto per correre a impugnare una pistola; sarà sufficiente la paura per la presenza di un estraneo nel proprio domicilio, per giustificare un omicidio; poi, magari, solo dopo ci si accorgerà che la vittima era il vicino ubriaco che aveva imboccato il cancello sbagliato, o semplicemente il ragazzino del secondo piano.
La legittima difesa, così intesa, altro non è che una pericolosa estensione del principio di auto-giustizia; principio bandito dal nostro Ordinamento penale, in quanto espressione di uno Stato assente e di un Popolo che praticamente si autogestisce.
Scrive, a ragione, Roberto Saviano, che La sicurezza si ottiene con le politiche sociali, con l’aumento dei controlli, non delegando alla difesa personale, cosa che lascia totale discrezionalità di agire.
È fuor di dubbio che la Giustizia in Italia abbia necessità di essere riformata, servono sicuramente sanzioni più severe e una maggiore certezza della pena; ma soprattutto servono maggiore informazione e maggiore cultura della legalità.
Questa legge, invece, nient’altro fa che assecondare gli umori più biechi e ignoranti di un popolo povero e frustrato, sobillato all’odio e al rancore da parte di chi, dolosamente, riversa sulla paura per l’altro (il ladro, il “negro”, lo “zingaro”) le lacune, gli errori e gli inganni di decenni di mala politica.

 

Francesco Giamblanco

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