In principio fu il bla bla bla.

Il Reddito di Cittadinanza penalizza il Sud e le aree costiere

Il Reddito di Cittadinanza penalizza il Sud e le aree costiere

Tra le numerose incongruenze del Reddito di Cittadinanza, opportunamente evidenziate da molti negli ultimi giorni, ne è sfuggita una davvero incredibile, che tradisce una volta di più la nota approssimazione legislativa del governo grillino-leghista. Ma anche una grande ignoranza della geografia del nostro Paese.

L’art. 4, comma 9, del Decreto sul Reddito di cittadinanza (Rdc), approvato dal Governo Conte, fissa l’ambito geografico delle famose tre offerte di lavoro da proporre al percettore del Rdc; letteralmente: “cento chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario nei primi sei mesi di fruizione del beneficio, ovvero entro duecentocinquanta chilometri di distanza oltre il sesto mese di fruizione del beneficio”.

Il fatto è che l’Italia, come tutti sappiamo, è una penisola stretta e lunga, circondata dal mare che bagna migliaia di chilometri di coste, ricca di isole grandi e piccole.

Se tracciamo un cerchio col raggio di cento chilometri intorno ad alcune località abbiamo il risultato che si vede sulla cartina geografica dell’Italia.

Tutte le zone costiere sono penalizzate dal fatto che la metà della circonferenza ricade in mezzo al mare. È così per Bari, Ancona, Venezia, Genova, Livorno, Napoli e mille altre città piccole e grandi. Lo stesso può dirsi per le zone del confine alpino, dove buona parte della circonferenza di cento chilometri di raggio ricomprende la Francia, la Svizzera, addirittura un pezzetto di Germania, l’Austria, la Slovenia e la Croazia.

Va bene per le zone interne della Stivale, da Nord a Sud, e per la Pianura Padana.

La più penalizzata è la Sicilia: i disoccupati di Pachino possono sperare di trovare un lavoro solo fino a Gela, Caltagirone, Catania perché ben i 4/5 della circonferenza ricadono in mare fino a lambire Malta; e lo stesso può dirsi per Trapani, mentre Messina può consolarsi con una parte della Calabria. Drammatica la situazione delle piccole isole e chi abita a Lampedusa può contare solo sulla pesca.

Insomma, un criterio cervellotico che inevitabilmente porta a risultati assurdi. Sarebbe stato meglio individuare zone territoriali equivalente per superfice; o, meglio, per ambiti regionali, bacini industriali o agroalimentari, presenza di unità produttive, etc. Era chiedere troppo?

Ma, forse, mi sbaglio, non ho capito bene, c’è un messaggio sottile da cogliere. Se è vero, come dicono Beppe Grillo, la Casaleggio Associati e tutta la compagnia di giro del Movimento Cinque Stelle, il lavoro va a scomparire e quel che ci sarà da fare lo faranno i cinesi e i robot; se, quindi, per tutti gli altri ci sarà il Bengodi, il Paese dei Balocchi dove non si studia né si lavora, allora tutto diventa chiaro: molti dei suddetti disoccupati non sono affatto sfavoriti, anzi sono stati beneficiati perché per loro sarà ancora più facile non trovare un lavoro e godere così tranquillamente, per lunghi anni, del benedetto Rdc!

di Ottaviano Perricone

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