In principio fu il bla bla bla.

Chissà com’è il mondo visto da te – Una riflessione sull’autismo

Chissà com’è il mondo visto da te – Una riflessione sull’autismo

Autismo?

Chissà com’è il mondo visto da te.

Un mondo dove il linguaggio è fatto più di immagini che di parole, e dove i dettagli sono più rilevanti dell’insieme; dove i posti affollati, le grida, i rumori delle macchine e dei treni possono produrre suoni troppo fastidiosi e insopportabili, come se ci fosse una “protesi uditiva bloccata sul volume al massimo”; oppure, al contrario, un mondo dove si ha la necessità di alzare quel volume o la soglia sensoriale, cercando di stare incollati al pavimento per sentirne la superficie, di girare su sé stessi, di dondolarsi o di camminare in punta di piedi; un mondo dove spesso i volti umani sono meno interessanti degli oggetti circostanti che catturano l’attenzione; un mondo fluttuante, senza ordine e senza prevedibilità; un mondo dove le regole impostate dagli altri sono difficili da comprendere e in cui intuire le loro intenzioni lo è ancor di più.

Un mondo dove, seppur la parola “Autismo” derivi da “sé stesso”, egocentrismo e narcisismo cedono il posto a isolamento e incomprensione.

Chissà com’è il mondo visto da te.

 

di Virginia Avveduto

 

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