In principio fu il bla bla bla.

Caro ragazzo che “grazie a Dio” sei guarito dall’omosessualità

Caro ragazzo che “grazie a Dio” sei guarito dall’omosessualità

Caro ragazzo che, con “l’aiuto di Dio“, credi di esserti liberato dall’omosessualità, reputandola “un’identità di contrabbando che ti aveva dato il nemico” (il Diavolo). Ho alcune cose molto importanti da dirti, senza entrare nel merito della tua storia (non vorrei togliere il lavoro a Barbara D’Urso o a Maria De Filippi).

Piuttosto, vorrei provare ad addentrarmi, brevemente e in punta di piedi, in un discorso tanto complesso e delicato quale l’orientamento sessuale.

Assistiamo alla costante battaglia (a livello sociale, culturale, politico) dell’orgoglio etero vs l’orgoglio lgibt, convinti, erroneamente, che il mondo sia diviso in queste due categorie in modo netto e definito.

Per me, invece, non sono altro che due definizioni, “etichette” utili (giustamente) al riconoscimento dei diritti di chi ancora oggi non ne ha, o subisce atti omofobi e violenti. Un giorno, quando saranno sempre più rare le discriminazioni e quando i più (se non tutti) potranno esprimere liberamente il proprio essere in tutte le sue forme e sfaccettature, tali etichette saranno superflue.

Molti sono convinti (ahimè) di essere naturalmente predisposti all’eterosessualità, credendo che l’omosessualità sia soltanto una “deviazione” dalla “retta via”.

Altri si nascondono dietro lo slogan “gay si nasce” e alle teorie genetiche sull’omosessualità; come dire: “siamo così per natura e non possiamo farci niente”.

Altri ancora, spinti dal solo senso di compassione per le “minoranze”, si battono per i loro diritti perché “hanno tanti amici gay”.

Ho una cattiva notizia da darti: nessuno di loro può aiutarti nella tua fase di disorientamento sessuale (che quasi tutti gli adolescenti attraversano).

La buona notizia, invece, è che un barlume di speranza, in tutto questo caos, esiste. E, come sempre, proviene dalla Cultura e dalla Scienza.

Le ricerche più recenti ci suggeriscono che la nostra identità parte da una bisessualità di fondo; sarà poi la combinazione di fattori biologici, genetici, culturali e ambientali che andrà a sbilanciarla verso l’omosessualità o verso l’eterosessualità.

E non solo. L’orientamento non è qualcosa di immutabile: immagina un continuum in cui, nel corso della vita, ci spostiamo verso l’etero o l’omo. La psicologa Lisa Diamond ha introdotto infatti il termine di “fluidità sessuale”, proprio per indicare la flessibilità dell’orientamento di ogni individuo, mostrata maggiormente dalle donne perché meno condizionate da imposizioni culturali del ruolo di genere.

Tutto questo per dirti che non devi sentirti in dovere di spiegare e giustificare a nessuno se provi attrazione per altri ragazzi o se in questo momento della tua vita non sei nemmeno convinto di questo.

Al contrario di quella platea di fanatici, che con applausi e urla isteriche di gioia non hanno fatto altro che giudicarti, reputandoti “guarito da un male diabolico”, io voglio solo inviarti un piccolo incoraggiamento: esplora la tua sessualità come meglio credi, e non esitare a contattare uno psicologo o un sessuologo per affrontare tale fase di disorientamento.

Mi rivolgo a te, ma in fondo mi rivolgo a chiunque si trovi sotto una quotidiana pioggia di paura, una paura che prevede ogni volta l’individuazione di un nemico; e ogni volta, finisce con l’avere davanti il nemico più temuto di tutti: se stesso.

di Virginia Avveduto

 

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