In principio fu il bla bla bla.

Guida a WhatsApp per tutti quelli che hanno superato gli -anta

Guida a WhatsApp per tutti quelli che hanno superato gli -anta

 

Questa guida è rivolta a tutti voi che quando avete provato a cambiare l’immagine del profilo Whatsapp, siete finiti su un sito bulgaro di giardinaggio; che se vi chiedono “Perché non cambi mai stato?” (sotto il vostro nome si legge infatti “Hey there! I am using Whatsapp”), voi rispondete “Perché in Italia ho lavoro e famiglia… e poi scusa, dove dovrei andare?”;     che non riuscendo più a distinguere un gruppo dall’altro, avete inviato la foto di una torta al gruppo di politica, quella di un vestito – provato in camerino – al gruppo dei colleghi di lavoro, e quella di vostro marito in mutande – destinata al gruppo Family per prenderlo in giro – al gruppo della Parrocchia.

 

1) Quella spunta (v) alla fine di ogni messaggio vuol dire: una sola – messaggio inviato ma non ricevuto (probabilmente perché il destinatario non è collegato); doppia – messaggio ricevuto ma non letto; doppia e blu – messaggio ricevuto e letto. Lo stesso vale per i messaggi ricevuti: se li avete già letti, il vostro interlocutore ne è a conoscenza per via della fantomatica doppia spunta blu.

Morale della favola: se leggete un messaggio e rispondete dopo una settimana con “Scusami ma ho letto solo adesso!”, non ci crederà nessuno, manco il Papa (che di regola è il più credente di tutti).

Tuttavia, dalle impostazioni è possibile nascondere l’accesso, è semplicissimo: basta chiedere a vostro figlio o a Salvatore Aranzulla.

 

2) Se avete impostato il T9, state attenti alle parole che strimete, stripete, scifete, SCRIVETE. Ecco. Perché se inviate un “Ti sono piaciuti i miei massaggi?” invece di “messaggi”, potreste essere fraintesi.

 

3) State lontani dalle catene di S.Antonio: avete presente quei lunghissimi messaggi che si concludono puntualmente con “Se non lo mandi a 10 persone, domani muori”? Ecco, ci siamo capiti.

 

4) Carini quei video da 400 Mega, pieni di inquietanti animaletti animati che salutano o augurano qualcosa del tipo “Buona guarigione” (anche a chi sta benissimo); un consiglio: se non li mandate, non ci offendiamo mica. Lo stesso vale per: Buongiornissimo! KAFFè?, barzellette sui Carabinieri, video di Paperissima o della Tv russa anni ‘90, vignette volgari in stile Bagaglino, poesie chilometriche di autori Kazaki, gif glitterate con “Gesù ti ama”, fotografie di parenti sconosciuti (che vostro figlio non sapeva neanche di avere) che si sposano o peggio si laureano, tutte le 4.250 foto delle vostre vacanze. Troppo drastica? Va bene dai, una ve la concedo, ma niente selfie, grazie.

 

5) Se ricevete messaggi molto lunghi del tipo: “Ciao, come va? La prossima settimana ti andrebbe di prendere un caffè? Sai, sto attraversando un periodo molto difficile, mio figlio è un po’ giù e va male a scuola, probabilmente per la crisi che stiamo attraversando con mio marito. Mia madre non può più rimanere sola, per via di quella brutta caduta di alcuni giorni fa. Ah, quasi dimenticavo, ho letto quel saggio che hai scritto sulla rivoluzione digitale, davvero interessante. Ti ricordi quando si parlava di fare un viaggio solo tra noi donne? Prima o poi dobbiamo organizzarlo davvero! Fammi sapere, un abbraccio”, e voi rispondete solo con un “Ok.”, sappiate che non è per niente carino.

 

6) E se da una parte ci sono quelli troppo informali e sbrigativi che rispondono con un arido Ok, dall’altra ci sono gli affezionatissimi dell’epoca romantica, autori di desuete e solenni lettere: “Cara Adalgisa, sono lieta di ricevere la tua epistola direttamente nel mio moderno mezzo di telecomunicazione grazie al quale mi è permesso di comunicare con le persone a me care, sia vicine che lontane; ordunque, non è mio intento deludere la tua anima gioiosa ma mi preme riferirti de lo funesto evento che mi impedisce di assecondare lo tuo invito.”                                                           

“O zia, non ho capito bene, vieni o no al mio compleanno? E ti prego, ti ho detto sempre di chiamarmi Ada!”

“Ti stavo proprio scrivendo, provando a non urtare i tuoi sentimenti, ke nn psso, bella de zia, ho la fbbr”. (E così, anche la zia di Recanati, a un certo punto, tenta di scrivere alla duemiladiciassette).

 

7) Oltre al contenuto, è importante capire il significato del MAIUSCOLO che, nel gergo digitale, equivale a urlare. Quindi, se dovete scrivere È PRONTO! A TAVOLAAA! allora può andare bene. Invece nel caso di A CHE ORA TORNI? IO SONO DALLA PARRUCCHIERA!!! ecco, qui non ha senso.

 

8) Avete da poco scoperto le note vocali, e noi siamo rovinati. Per fortuna spesso dimenticate di tenere premuto sul microfono, quindi alcune note ce le risparmiamo.

Per la salute (mentale) di tutti è bene tenere a mente: le note di pochi secondi (meno di 1 minuto) sono ben accette; quelle di 2-3 minuti diventano un monologo di Saviano; oltre i 3 minuti è un audiolibro.

Quando invece ne ascoltate una, ricordatevi sempre che NON è una chiamata; dunque se rispondete e intervenite durante la nota, in realtà state parlando da soli.

 

9) Altra cosa,

molto importante:

meglio

evitare

messaggi

come questo,

sono

un

tantino

ma proprio un

tantino

snervanti.

 

 

10) Il punto alla fine di una frase, solitamente si usa per chiudere discorsi, litigi, discussioni, frecciatine con una certa freddezza, e per far capire all’altro che sei leggermente incazzato, oppure, per dare. un tono. più serioso. al messaggio. Ripeto. Solitamente.

 

11) E per concludere, gli emoticons:

-Queste non son due lingue su un letto di polistirolo: si tratta di sushi.

– Questo non è Berlusconi al suo 130° lifting: si tratta di faccina inespressiva, da usare quando non si ha nulla da dire.

– Questo non è Mussolini in Piazzale Loreto: si tratta di quell’emoticon che nessuno ha mai capito cosa voglia dire.

 

 

Cari -anta, detto tra noi, non è che noi -enti o -enta siamo poi tanto più tecnowhatsappizzati di voi. Molti dei miei coetanei, infatti, si ritroveranno alla perfezione in questo post.

Io, ad esempio, non sono proprio sicura di saper usare bene il T8 così da evitare di essere frittella, francesa, frantiera… FRAINTESA.

 

Virginia Avveduto

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