“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”
Queste sono le parole pronunciate il 25 aprile 1945 dall’allora partigiano Sandro Pertini, alla radio “Milano Libera”.

Dopo vent’anni di regime e cinque di guerra, scrive Noberto Bobbio, il nostro Paese ha vissuto il miracolo della libertà: eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola.

Ci siamo chiesti cosa voglia dire “25 aprile” oggi; se è solo la giornata commemorativa della Liberazione dall’orrore del nazi-fascismo o se rappresenta un simbolo, da “attualizzare” e da “innaffiare” quotidianamente, come i papaveri rossi che ricordano i caduti in battaglia, i morti per la libertà.
Noi di Se questo è un BLOG, abbiamo provato a elencare le 10 cose da cui l’Italia di oggi dovrebbe liberarsi.

 

1 – La liberazione dalla PAURA

La paura di non sentirsi mai al sicuro; la paura di viaggiare; la paura di chi arriva da un altro Paese; la paura di camminare per strada; la paura di convivere con culture diverse; la paura di ciò che mangiamo; la paura delle cure che ci somministrano; la paura dell’establishment; la paura di essere pedine di chi ci governa.

 

2 – La liberazione dai CONTRO

I contro la libertà di scegliere chi amare e chi sposare; i contro la libertà di abortire, di adottare, di divorziare, di scegliere della propria vita e della propria morte; i contro la libertà di indossare o meno il velo; i contro la libertà di professare una determinata religione o di non professarne nessuna; tutti i contro che minano, ostacolano e giudicano la libera espressione dell’essere umano.

 

3 – La liberazione dai GURU

Dai santoni, dai profeti, dagli spacciatori di bufale, dagli accalappia follower, dai venditori di fumo, dai portatori di brace, dai politici che si atteggiano a comici o showman e da tutti i comici e gli showman che, per qualche infausto motivo, si danno alla politica.

 

4 – La liberazione dalle ABITUDINI

L’abitudine ai continui casi di corruzione, di falso in bilancio, di abuso d’ufficio; l’abitudine ai crolli dei cavalcavia; l’abitudine agli appalti truccati, ai cantieri senza fine; l’abitudine ai disservizi, all’inefficienza, ai favoritismi, all’assenteismo; l’abitudine ad alzare le spalle e abbassare lo sguardo come segno di rassegnazione.

 

5 – La liberazione dalle FALSE LIBERTÀ

La libertà di diffamare, di insultare, di giudicare e di rigurgitare valanghe di opinioni su ciò che non conosciamo.

 

6 – La liberazione dalla FOLLIA

La follia di non fare un figlio per non rischiare di perdere il lavoro; la follia di dover rimanere a casa a 30 anni e continuare a lavorare fino a 70; la follia dei concorsi pubblici con 10.000 partecipanti per 1 posto disponibile; la follia di guadagnare meno del proprio collega uomo, pur svolgendo lo stesso lavoro, solo perché si è donna; la follia di non poter fare, nonostante la laurea, la bidella a Catania ma la direttrice di un laboratorio ad Harvard, quello sì; la follia di entrare in questura da vivo ed uscirne da morto.

 

7 – La liberazione dalla RICERCA DI UN NEMICO

Il nemico politicante; il nemico immigrato; il nemico opinionista; il nemico ignorante; il nemico ricco; il nemico indagato; il nemico grillino; il nemico piddino; chiunque sia destinato al giudizio dei forcaioli.

 

8 – La liberazione dalla SUPERFICIALITÀ

La superficialità con cui si utilizzano le parole, come quelle di Poletti sui giovani in fuga o sul calcetto per trovare lavoro; o quelle di Di Maio sull’importazione di criminali dalla Romania e sui Taxi del Mediterraneo; la superficialità dei dibattiti su temi complessi quali immigrazione, lavoro, giustizia o sistemi economici; la superficialità con cui si danno, si leggono e si commentano le notizie.

 

9 – La liberazione dalle MAFIE

La mafia delle raccomandazioni e del traffico degli stupefacenti; la mafia delle tasse evase e dei soldi pubblici intascati; la mafia del voto di scambio; la mafia dei 10 euro per 3 minuti di corsa in taxi; la mafia del cartellino timbrato dal collega; la mafia del pizzo e quella della finta concorrenza; la mafia dei pesci grossi che, come sempre, sono alimentati da quelli piccoli.

 

10 – La liberazione dalla NOSTALGIA

La nostalgia di “quando c’era lui si dormiva con le porte aperte” dimenticando gli squadrismi, la violenza, l’ingiustizia, lo strapotere, l’omologazione del pensiero e le leggi razziali; la nostalgia della DC che “faceva mangiare tutti”, anche se ad imboccarci erano mani mafiose; la nostalgia di quegli anni in cui “si viveva con poco ma si era felici”, dimenticando la fame, lo sfruttamento, le disparità, le morti evitabili, l’arretratezza e l’analfabetismo; la nostalgia “di quel donnaiolo che raccontava le barzellette”, ignorando le leggi ad personam, il conflitto di interessi, le condanne per frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita, favoreggiamento della prostituzione, le amnistie, le prescrizioni.

Ma anche dalla nostalgia dei “giganti buoni”: la nostalgia di De Gasperi, Pertini, Einaudi, Moro, Berlinguer, e di tutti coloro di cui auspicheremmo il ritorno, rimanendo così imprigionati nel ricordo, incapaci di accettare ciò che ci riserva il presente, inadatti a guardare con coraggio al futuro.

 

Virginia Avveduto & Francesco Giamblanco

 

(guarda anche Il mondo canta “Bella Ciao” – video)

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