In principio fu il bla bla bla.

2019, ecco come andrà (+++contiene spoiler+++)

2019, ecco come andrà (+++contiene spoiler+++)

Secondo l’oroscopo di Brezfox, sembra che in questo nuovo anno malediremo i lunedì mattina e attenderemo con ansia i venerdì.

Inizieremo la dieta il 7 gennaio e la termineremo l’8.

Parleremo di Salvini, di Di Battista, di Zingaretti, della Sinistra che anche quest’anno non ci sarà e di D’Alema che invece, nonostante tutto, c’è sempre.

Esporremo le nostre proposte politiche a tavola, sotto i post di amici e parenti, sotto il tweet di qualche ministro, in piazza, allo stadio, in chiesa, al cimitero, e soprattutto “a quel Paese”. E ci ricorderemo di Conte come del premier invisibile, sempre se ce ne ricorderemo…

Prenderemo voli low cost, ma così low che il bagaglio a mano avrà le dimensioni di un marsupio e a bordo troveremo Giorgio Mastrota intento a venderci un materasso matrimoniale e una mountain bike con cambio shimano. (O ci sarà Matteo Renzi?)

Saremo più poveri e precari secondo l’Istat (e secondo noi) e più ricchi e felici secondo il governo.

Vivremo una stagione di piogge così intense che ci toccherà dichiarare il dissesto idrogeologico; e per qualche giorno non parleremo d’altro, e ascolteremo parole di rabbia e promesse di cambiamento; poi il silenzio, fino alle piogge successive.

La domenica andremo da qualche parte fuori porta a scattarci i selfie per poi postare su Instagram le storie con su scritto “Bacioni!

Ascolteremo e criticheremo qualche canzone di Sanremo che parlerà ovviamente d’amore. E d’estate balleremo qualche tormentone latino, e poi ci lamenteremo del tormento tormentoso di quel tormentone. E del caldo torrido, il caldo più caldo di sempre.

Mentre d’inverno malediremo il freddo; che sarà inevitabilmente il freddo più freddo degli ultimi mille anni.

Useremo sempre meno Facebook e ci iscriveremo a qualche nuovo social dal nome diverso ma dalle funzioni praticamente identiche, che Mark Zuckerberg comprerà trasformando i nostri like in trilioni di dollari.

Sempre più ragazzini indosseranno occhiali per la realtà virtuale, Netflix produrrà serie tv interattive e la musica perderà la poesia ma non i versi, nel senso di “Uh uh” “Mh Mh” “Ah Ah Ah”. E con convinzione criticheremo tutto con frasi che suoneranno più o meno così: “Ai miei tempi invece…“.

Ci lamenteremo degli insegnanti con “due mesi di vacanze beati loro bla bla bla“, dei medici con la scrittura indecifrabile, dei farmacisti che inspiegabilmente riescono a leggerla, dei politici corrotti, dei furbetti del cartellino, dei banchieri senza cuore, dei burocrati in generale, dei commercianti tirchi, dei commessi che non trovano mai la nostra taglia.

Faremo, tutti insieme appassionatamente, una polemica alla settimana: politica, cronaca, razzismo, dichiarazioni, gaffe, lutti, programmi tv, pane e Nutella; basterà guardare i trend topic di Twitter per misurare il vuoto cosmico in cui affonda il Paese.

Dopo qualche amaro e diversi bicchieri di vino, racconteremo le solite vecchie storie che raccontiamo tutte le volte che beviamo qualche amaro e diversi bicchieri di vino.

Silvio Berlusconi, con qualche ruga in meno e qualche capello in più, racconterà la solita barzelletta volgare che non fa ridere; solo che lui non avrà bevuto nessun bicchiere di vino e intorno a lui si alzerà un coro di risate.

Piangeremo la dipartita di VIP dei quali scriveremo “Insegna agli angeli a…” e di emeriti sconosciuti dei quali diremo “Era una brava persona, salutava sempre”.

Le frasi più cercate su Google saranno: “Come fare soldi senza lavorare”; a seguire: “Mal di testa, dolore allo stomaco, spossatezza, che malattia ho?”; e infine, inevitabilmente: “Pompe funebri economiche”.

Non ci sarà da mangiare ma Giga tutto l’anno, i più “furbi” non andranno a votare mentre gli stolti già lo fanno.

E non si farà l’amore ognuno come gli va perché i preti hanno detto che Dio ci punirà.

Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorn… no scusate, questa è un’altra storia.

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di Virginia Avveduto e Francesco Giamblanco

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2 thoughts on “2019, ecco come andrà (+++contiene spoiler+++)”

  • … e ci sarà ancora Bitcoin, la moneta dell’isola indiana di North Sentinel.

    Su Google è facile trovare prolisse descrizioni – ma anche brevi tutorial – su Bitcoin. Il riferimento ‘colto’, di teoria economica, sarebbe il Gold standard, il sistema monetario basato sull’oro vigente fino alla Prima guerra mondiale. Si fondava sul metallo più prezioso, tale non tanto per la sua utilità pratica e per le sue applicazioni industriali, quanto per la sua scarsità. Solo scavando nelle miniere aurifere era possibile aumentare la base monetaria; e pure per il Bitcoin si parla di mining per aumentarne la quantità disponibile. Un esempio più terra terra sono le perline di plastica raccolte in collane e braccialetti che sostituiscono le scomode monete e le banconote che si bagnano, in uso nei villaggi turistici per comprare panini e bibite. Oppure le ‘fiches’ da 1.000, 5.000, 10.000, 50.000, 100.000 lire che, come in una indimenticabile scena del film Amici miei, noi ragazzi usavamo quando giocavamo in casa a poker o a stoppa. I rilanci erano da milionari ma, a fine serata, per fare i conti delle vincite e delle perdite bastava levare tre zeri.

    North Sentinel, al largo delle coste dell’India, è un’isola abitata da una tribù di 250 aborigeni senza contatti con il resto del mondo. Che hanno ucciso alcune settimane fa un povero missionario, inerme e ingenuo, che voleva portargli in pace il Vangelo. Insieme, purtroppo, a miliardi di batteri che li avrebbero rapidamente sterminati.

    Chissà, i sentinellesi forse hanno un’economia primitiva e usano come monete le conchiglie lasciate sulla spiaggia dalla risacca del mare, diverse per valore a secondo della grandezza e del colore e raccolte in collane e braccialetti.

    Modernità dell’antico. O, se si vuole, primitività della turbofinanza telematica.

    Ottaviano Perricone

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