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In principio fu il bla bla bla.

Lettera a un bambino ormai nato

Caro bambino ormai nato, benvenuto al mondo.

Immagino quante lacrime avrai versato una volta che i tuoi polmoni si sono gonfiati d’aria, e quante ne verseranno i tuoi cari una volta che li lascerai.

Ebbene sì, te lo dico fin da ora. Si nasce, si cresce, si muore. È la vita, ed è bene tenerlo a mente tutti i giorni come memorandum. Se te lo stavi chiedendo, no, non lavoro per un’agenzia di pompe funebri.

È che ho semplicemente capito, o credo di aver capito, che nascondersi dietro l’illusione dei sorrisi, della felicità, dei successi, della salute, dell’immortalità, vuol dire poi esser catapultati ogni giorno che passa nell’abisso della disillusione, il cui impatto è più doloroso della conoscenza della realtà delle cose.

I primi anni saranno spensierati, euforici, incantati, travolgenti. La tua fantasia ti permetterà di conoscere mondi che poi dimenticherai, la tua ingenuità renderà limpido ciò che è tetro e la tua energia ti farà toccare le stelle con i polpastrelli. Tutto ciò ti sarà utile per proteggerti dai raggi ultraviolenti del mondo, e fungerà da ammortizzatore contro gli urti con cui avrai a che fare nel presente di domani. Un domani per nulla roseo, al contrario di quanto ti avranno raccontato, ma multicolor, come la schermata di un vecchio televisore in standby.

Conoscerai tanto dolore: nei sobborghi della tua città, nei palazzi del potere, nei Paesi dove non vi è acqua potabile, per le strade martoriate dal napalm, tra le stanze della casa in cui sei nato e cresciuto. Ti renderai conto che il mondo è una giungla civilizzata, dove gazzelle, elefanti, zebre e giraffe, per sopravvivere, si comporteranno da leoni e da iene.

Tra le molecole di ossigeno, respirerai anche polveri, particelle, inquinanti chimici; le sostanze che ingerirai non saranno tanto “buone” quanto il loro sapore; esse potranno provocare masse tumorali, malattie cardiovascolari, ulcere, gastriti, intossicazioni.

Assisterai a orrori che solo la specie umana è in grado di provocare. L’essere umano infatti uccide, violenta, manipola, sottomette, discrimina, ruba, disprezza, mente. Quel che banalmente definiamo “cattiveria” cela dietro sé educazione, cultura, ormoni, temperamento, abitudini, anomalie cerebrali o psichiche, genetica, ereditarietà, mentalità, istruzione.

Scoprirai una realtà talmente complessa che non potrai soffermarti a giudicarla. Ma solo studiarla, analizzarla, migliorarla.

Proverai anche tanta sofferenza. Le persone ti deluderanno, e tu deluderai loro. Ti ammalerai. I tuoi cari ti abbandoneranno, certe tue ferite non si rimargineranno, le tue funzioni cognitive e fisiche pian piano diminuiranno. Ci sarà una prima volta in cui ti rifiuteranno, ti tradiranno.

Cadrai e fallirai innumerevoli volte, proverai ansie di ogni tipo e ci saranno giorni in cui la tristezza non ti farà nemmeno alzare dal letto. È tutto compreso nel pacchetto del tuo DNA, in quello di ognuno di noi.

Capirai che tanta sofferenza non solo è normale, ma è anche necessaria. Perché è grazie a essa che cresciamo, ci evolviamo, ci rendiamo conto della bellezza delle cose, conosciamo poi i suoi opposti: la gioia, il piacere, la serenità. Senza la sofferenza non avremmo gli scritti di Leopardi, Baudelaire, Virginia Woolf, Hugo, le opere di Michelangelo, Van Gogh, Munch, Pollock, Wain, Goya, i componimenti di Beethoven, Rossini, Schumann; senza la paura non ci saremmo mai evoluti e senza la morte non capiremmo il valore della vita.

Esplorando il mondo ti accorgerai che ne varrà la pena. Per ogni strada martoriata, ce ne saranno altre piene di bellezza, storia e arte; per ogni sostanza nociva ingerita, ne gusterai altre benefiche che faranno gioire le tue papille gustative; per ogni essere umano violento, ne troverai altri centinaia di migliaia amichevoli, gentili e fraterni.

Caro bambino ormai nato, non rincorrere a perdifiato la felicità, perché tale rincorsa non c’entra nulla col vivere, anzi, ti allontana da esso. Piuttosto ama, ridi, soffri, piangi, arrabbiati, sbaglia, godi, urla, esulta, cadi, rialzati, fermati, abbraccia. Vivi.

 

Virginia Avveduto

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Le 7 cose che solo un amante delle serie TV può capire

1 – L’ULTIMA E POI BASTA

No, non sto parlando delle patatine, dei pop-corn o di quella che doveva essere l’ultima sigaretta della sua vita. Per un amante delle serie TV, l’ultima puntata del giorno coincide sempre (che coincidenza!) con l’ultima dell’intera serie. Consiglio: interrompere la puntata a metà, tipo nel momento in cui vi è un calo di suspense – ce n’è sempre uno, a meno che non si stia guardando Lost (per quella non c’è via d’uscita), è l’unica salvezza.

 

2 – NON APRIRE QUELLO SPOILER

Potrebbe capitare di incontrare in giro un tizio con i tappi alle orecchie, con le bende agli occhi e con un Nokia 3310 in mano. Nessun timore, è uno che non ha ancora terminato Game of Thrones.

 

3 – I WEEKEND DA URLO

Non quello delle notti in disco, ma l’urlo di terrore delle persone che lo incrociano per strada il lunedì mattina. Dopo due giorni e tre notti, è pallido, ha 5 chili in meno, gli occhi gonfi e rossi e una camminata da zombie – che se lo vedessero Daryl o Michonne farebbe una brutta fine. No, non si tratta di uno in hangover, ma di un reduce da una maratona di Prison Break.

 

4 – PANE E SARCASMO

Non può più farne a meno. Dopo aver conosciuto Sheldon Cooper, Dottor House, Barney Stinson, Bree Van de Kamp, Dexter, Tyrion Lannister e il Dottor Cox, si esprime solo tramite aforismi e battute ciniche e ad effetto.

 

5 – LE WIKIPEDIA DELLE SERIE

Notti insonni, pensieri ossessivi, ore e ore di studio; non si darà pace finché non avrà letto tutti i forum, i blog, gli articoli, le serial-pedia, con tutte le curiosità, i dettagli, e i significati simbolici che ogni serie porta con sé. (A quando la Laurea in Seriologia?)

 

6 – “VADO A CUCINARE”.

Quando sente sua madre pronunciare quella frase, le sue mani iniziano a tremare, il battito accelera, l’adrenalina sale, la sudorazione fredda aumenta, e il pensiero non va alle lasagne o alla parmigiana, ma al camper di WW e al cartello messicano.

 

7 – LE 7000 ESPRESSIONI FACCIALI

Le ricerche di Eckman hanno dimostrato che il volto umano è in grado di produrre più di 7000 espressioni facciali diverse. Nel caso del serial addicted, tutte e 7000 contemporaneamente: paura, disgusto, rabbia, sorpresa, gioia, noia, tristezza, fiducia, odio, amore, desiderio, delusione, indifferenza, ansia, angoscia, invidia, nervosismo, piacere, rammarico, fastidio, euforia, impazienza, attrazione, esaltazione. Tutte – in una sola – puntata.

 

E un’ultima cosa: Staje senza pensier’.

 

Virginia Avveduto

e Francesco Giamblanco

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L’Inferno non esiste? Ecco l’estate 2017 in breve

 

Questa Estate, come Morandi siamo stati costretti a volare, come i calciatori di serie A siamo entrati nei bar senza pagare e, come la Ferragni in Sicilia, abbiamo ordinato un croissant, che in realtà era una brioche, anzi, una “brioscia”.

Abbiamo pronunciato solo parole che finiscono per -ito, come despacito, suavecito, infradito, mojito, passito, stordito e, a 48° sotto il sole, dopo un pranzo di 6 ore, stecchito.

Abbiamo fatto i conti con un evento anomalo e inaspettato: il caldo (che solitamente arriva a dicembre, di certo non ad agosto); un caldo così caldo che, mentre l’anno scorso l’hanno chiamato Caronte, quest’anno è diventato Lucifero, che più di così non si può: neanche Dante saprebbe trovare un nome per il caldo ancora più caldo che di sicuro ci attanaglierà l’anno prossimo.

Ovviamente, cotanta sorpresa ci ha resi impreparati nel fronteggiare l’emergenza siccità che ha colpito anche le grandi città (come Roma, dove l’acqua scarseggiava nei rubinetti ma fluiva abbondante dagli idranti per lo sgombero di Piazza Indipendenza) e il dramma degli incendi, talvolta appiccati dagli stessi volontari addetti allo spegnimento, che hanno devastato immense distese di boschi (dove però non era il fuoco, ma i proiettili, a uccidere gli orsi). Ma tanto siamo abituati ai paradossi, come quello del chirurgo che rompeva i femori dei pazienti per allenarsi a fare gli interventi chirurgici (non c’è metafora migliore per raccontare questo Paese).

A causa del caldo (o almeno così mi piace sperare che sia – altrimenti non c’è altra spiegazione) è successo di tutto: abbiamo collezionato annunci e commenti razzisti, omofobi e misogini; anti-vaccinisti esaltati e aggressivi contro i deputati che hanno approvato la legge sull’obbligatorietà dei vaccini; anti-boldriniani inferociti e violenti contro il buonismo della “Presidenta” (la cui unica colpa è quella di essere donna, con un’etica, una preparazione e un curriculum che loro non sarebbero neanche in grado di leggere); il controllore di un treno si è chiuso in bagno e si è accoltellato, dando la colpa a un ragazzo africano; è stata lanciata Sarahah, l’app di messaggeria anonima usata dai più per insultare i propri amici e contatti: così, leoni da tastiera, anti-boldriniani, anti-vaccinisti, anti-rifugiati e anti-QualsiasiCosa hanno trovato pane per le loro zanne… ops, i loro denti.

Anche quest’anno si è ripresentata l’emergenza sbarchi, stavolta con un grande cenno distintivo: ad accoglierli sulle nostre coste c’era un carico d’odio decisamente più potente e radicato rispetto a quello dell’anno scorso: alla lista dei già noti “aiutiamoli a casa loro”, “ruspe”, “affondiamoli” e a tutta la gamma di frasi islamofobiche post attentato di Barcellona, si è aggiunta la demonizzazione nei confronti dei “buonisti” e delle Ong che salvano vite in mare (perché, secondo la logica populista, che di logico non ha nulla, se un errore è commesso da uno solo, la condanna va a tutta la categoria).

Oltre al caldo, agli sbarchi e alle canzoni di merda, quest’estate abbiamo ri-visto di tutto: i cocomeri, i balli di gruppo, i karaoke e pure il terremoto, che stavolta non si è sforzato più di tanto… per creare un disastro a Ischia è bastata infatti una scossa di 3,6 (“di quelle che in Giappone ci monti la maionese” cit.). Ma l’abusivismo non c’entra, giurano i Sindaci e i Vescovi (come non credergli!).

Insomma, nonostante il Papa abbia solennemente affermato che “l’Inferno non esiste”, comincio ad avere dei dubbi; e che Lucifero sia stato protagonista assoluto, non mi sembra più una mera coincidenza.

Dopo il turbolento volo estivo, prepariamoci all’atterraggio: settembre è alle porte, le ferie sono finite, del mare sentiremo solo il rumore dentro una conchiglia, Mentana è già pronto per le sue maratone, e la colpa delle sciocchezze che diremo giorno dopo giorno, non sarà più del caldo ma del grande freddo (che puntualmente sarà il freddo più freddo di sempre). Namasté Alé.

 

Virginia Avveduto e Francesco Giamblanco

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